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Alcune persone
quando scrivono, scompongono il movimento necessario nell'atto della scrittura,
andando ad interessare porzioni più alte dell'arto superiore sicuramente
meno raffinate e precise, disperdendo energia inutilmente ma soprattutto creando
uno spostamento del corpo a lato molto pericoloso per il benessere visivo-posturale
della persona. Questo crea un
interferenza che potrebbe favorire una soppressione parziale o totale della
capacità di vedere con entrambi gli occhi insieme (la binocularità),
favorendo l’instaurarsi di problemi visivi assimmetrici come un difetto
visivo maggiore su un occhio (anisoametropia) o una diversa efficienza funzionale
nei due occhi (diversa ampiezza accomodativa monoculare o limitazione nell’ampiezza
dei movimenti fini degli occhi). La
necessità di rispettare il processo di miniaturizzazione della scrittura. Se
scrivi storto verifica se impugni bene la penna. Impugnatura
pollice in avanti. E'
l'impugnatura più diffusa tra i ragazzi (60%) e rappresenta
una regressione o una non completa maturazione dei movimenti fini delle
dita; è la fase di evoluzione precedente all'opposizione pollice
indice (presa del cucchiaio).
E’ da notare nella foto l'archetto di tensione sull’indice
che bloccando il movimento delle dita sposterà il movimento sul
polso, facendo anche dolere le dita alla fine del compito. Impugnatura
a morso. La
presa crea una classica figura a morso, con flessione verso il palmo
della mano di tutte le dita. Esprime
il bisogno di aumentare il contatto per ridurre la tensione.Bambini
che spesso per l'eccessiva tensione che vivono alternano la visione
monocularmente, spostando ritmicamente il corpo come il pendolo di un
orologio. Per ridurre l’impegno visivo attuano una precisa strategia:
sospendendo la binocularità risparmiano energia Impugnatura
del fumatore.
La presa è caratterizzata dalla posizione della penna tenuta
come una sigaretta tra l'indice e il medio. Tale punto d'incastro è
il perno portante dei movimenti nella scrittura. Manifesta
la ricerca di emergere, di differenziarsi dal gruppo "scimmiottando"
i più grandi che fumano.
Impugnatura
pollice interno. La
presa è caratterizzata dal pollice che flesso a circa 3 cm dalla
punta, viene chiuso all'interno del palmo dall'indice (a volte anche
dal medio), che lo sovrasta sull'unghia. La penna viene così
spinta costantemente, contro la parte alta della prima falange dell'indice.
Questo punto agisce da perno per i movimenti di scrittura. Presa
caratteristica di chi ha le dita lunghe e non sa dove metterle o chi
è mancino deve vedere ciò che scrive flettendo anche il
polso La ricerca condotta
da P.E.A.V. su un campione di più di 200 ragazzi ha evidenziato che
solo il 9% scriveva con un'impugnatura corretta,
quasi il 60% con l'impugnatura pollice in avanti.
A triangolo equilatero. I
polpastrelli delle tre dita si appoggiano morbidamente in punta su ogni
faccia. A
triangolo isoscele La
falangetta del medio piegandosi forma un lato d’appoggio più
lungo. A
due dita dalla punta Una
distanza dalla punta che non copre ciò che si scrive, consentendo
di scrivere vedendo la punta della penna, con la schiena diritta e alla
distanza di un avambraccio dal foglio.
Per favorire
una corretta impugnatura gli ottici optometristi della P.E.A.V. promuovono
un preciso protocollo di esercizi per una corretta
postura visiva.
Questa inclinazione del corpo se superiore a 20° rispetto alla perpendicolare
ideale rischia di provocare una riduzione d’illuminazione maggiore del
12% sull’occhio opposto alla mano di scrittura.
I
movimenti durante la scrittura devono essere localizzati sulla mano per
permettere una postura visiva perpendicolare che permette una corretta
visione binoculare.


Questo modo grossolano di agire è da considerarsi una regressione o
una parziale maturazione della capacità di gestire i movimenti fini
delle dita nell’atto della scrittura.
Infatti, se il bambino piccolo inizialmente disegna grossolanamente facendo
partire il movimento dalla spalla, nel tempo maturerà la capacità
di localizzare i movimenti in porzioni sempre più distali (spalla-->gomito-->polso-->dita)
permettendo la progressiva miniaturizzazione della scrittura fino ad arrivare
a scrivere nei quadretti piccoli.
Per favorire questo processo di maturazione della coordinazione oculo-manuale
è molto importante che nella scuola materna si effettuino un
preciso protocollo di esercizi per favorire una corretta impugnatura,
ideati e promossi dagli ottici optometristi della P.E.A.V. a tutela di una
corretta postura visiva.
Se noi adulti abbiamo avuto un’educazione indotta dall’uso del
pennino che ci educava ad impugnare ad una distanza corretta, calibrando la
pressione sulla punta. Con l’avvento della penna a sfera che ha permesso
di avvicinarsi molto alla punta e influenzati da scelte educative di reazione
al vecchio schema educativo, i nostri ragazzi sono stati lasciati liberi di
scegliere, senza alcuna indicazione di correttezza. Questa libertà
ha generato impugnature considerate comunemente normali che nascondendo ciò
che si scrive costringono il soggetto ad inclinarsi a lato e a ridurre la
distanza dal foglio comprimendo spesso asimmetricamente la visione.
Un ricerca condotta da P.E.A.V. ha classificato i tipi più comuni:



L’impugnatura
corretta per
una buona visione studiata con il contributo di grafologi e di ottici optometristi
facilitata da un matitone triangolare è definita:



Dimmi come scrivi
e ti dirò che visione hai
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