<%@LANGUAGE="VBSCRIPT"%> Progetto Educazione alla Visione

Alcune persone quando scrivono, scompongono il movimento necessario nell'atto della scrittura, andando ad interessare porzioni più alte dell'arto superiore sicuramente meno raffinate e precise, disperdendo energia inutilmente ma soprattutto creando uno spostamento del corpo a lato molto pericoloso per il benessere visivo-posturale della persona.
Questa inclinazione del corpo se superiore a 20° rispetto alla perpendicolare ideale rischia di provocare una riduzione d’illuminazione maggiore del 12% sull’occhio opposto alla mano di scrittura.

I movimenti durante la scrittura devono essere localizzati sulla mano per permettere una postura visiva perpendicolare che permette una corretta visione binoculare.
Quando il fulcro dei movimenti si sposta sul gomito o sulla spalla si favorisce un'inclinazione del corpo che può stimolare difetti visivi assimmetrici (anisoametropie) o diversa efficienza funzionale nei due occhi.

Questo crea un interferenza che potrebbe favorire una soppressione parziale o totale della capacità di vedere con entrambi gli occhi insieme (la binocularità), favorendo l’instaurarsi di problemi visivi assimmetrici come un difetto visivo maggiore su un occhio (anisoametropia) o una diversa efficienza funzionale nei due occhi (diversa ampiezza accomodativa monoculare o limitazione nell’ampiezza dei movimenti fini degli occhi).

La necessità di rispettare il processo di miniaturizzazione della scrittura.
Questo modo grossolano di agire è da considerarsi una regressione o una parziale maturazione della capacità di gestire i movimenti fini delle dita nell’atto della scrittura.
Infatti, se il bambino piccolo inizialmente disegna grossolanamente facendo partire il movimento dalla spalla, nel tempo maturerà la capacità di localizzare i movimenti in porzioni sempre più distali (spalla-->gomito-->polso-->dita) permettendo la progressiva miniaturizzazione della scrittura fino ad arrivare a scrivere nei quadretti piccoli.
Per favorire questo processo di maturazione della coordinazione oculo-manuale è molto importante che nella scuola materna si effettuino un preciso protocollo di esercizi per favorire una corretta impugnatura, ideati e promossi dagli ottici optometristi della P.E.A.V. a tutela di una corretta postura visiva.

Se scrivi storto verifica se impugni bene la penna.
Se noi adulti abbiamo avuto un’educazione indotta dall’uso del pennino che ci educava ad impugnare ad una distanza corretta, calibrando la pressione sulla punta. Con l’avvento della penna a sfera che ha permesso di avvicinarsi molto alla punta e influenzati da scelte educative di reazione al vecchio schema educativo, i nostri ragazzi sono stati lasciati liberi di scegliere, senza alcuna indicazione di correttezza. Questa libertà ha generato impugnature considerate comunemente normali che nascondendo ciò che si scrive costringono il soggetto ad inclinarsi a lato e a ridurre la distanza dal foglio comprimendo spesso asimmetricamente la visione.

Un ricerca condotta da P.E.A.V. ha classificato i tipi più comuni:

Impugnatura pollice in avanti.

E' l'impugnatura più diffusa tra i ragazzi (60%) e rappresenta una regressione o una non completa maturazione dei movimenti fini delle dita; è la fase di evoluzione precedente all'opposizione pollice indice (presa del cucchiaio). E’ da notare nella foto l'archetto di tensione sull’indice che bloccando il movimento delle dita sposterà il movimento sul polso, facendo anche dolere le dita alla fine del compito.

Impugnatura a morso.

La presa crea una classica figura a morso, con flessione verso il palmo della mano di tutte le dita.

Esprime il bisogno di aumentare il contatto per ridurre la tensione.Bambini che spesso per l'eccessiva tensione che vivono alternano la visione monocularmente, spostando ritmicamente il corpo come il pendolo di un orologio. Per ridurre l’impegno visivo attuano una precisa strategia: sospendendo la binocularità risparmiano energia

Impugnatura del fumatore.

La presa è caratterizzata dalla posizione della penna tenuta come una sigaretta tra l'indice e il medio. Tale punto d'incastro è il perno portante dei movimenti nella scrittura.

Manifesta la ricerca di emergere, di differenziarsi dal gruppo "scimmiottando" i più grandi che fumano.

Impugnatura pollice interno.

La presa è caratterizzata dal pollice che flesso a circa 3 cm dalla punta, viene chiuso all'interno del palmo dall'indice (a volte anche dal medio), che lo sovrasta sull'unghia. La penna viene così spinta costantemente, contro la parte alta della prima falange dell'indice. Questo punto agisce da perno per i movimenti di scrittura.

Presa caratteristica di chi ha le dita lunghe e non sa dove metterle o chi è mancino deve vedere ciò che scrive flettendo anche il polso

La ricerca condotta da P.E.A.V. su un campione di più di 200 ragazzi ha evidenziato che solo il 9% scriveva con un'impugnatura corretta, quasi il 60% con l'impugnatura pollice in avanti.

L’impugnatura corretta per una buona visione studiata con il contributo di grafologi e di ottici optometristi facilitata da un matitone triangolare è definita:

A triangolo equilatero.

I polpastrelli delle tre dita si appoggiano morbidamente in punta su ogni faccia.

 
 

A triangolo isoscele

La falangetta del medio piegandosi forma un lato d’appoggio più lungo.

A due dita dalla punta

Una distanza dalla punta che non copre ciò che si scrive, consentendo di scrivere vedendo la punta della penna, con la schiena diritta e alla distanza di un avambraccio dal foglio.

 

Per favorire una corretta impugnatura gli ottici optometristi della P.E.A.V. promuovono un preciso protocollo di esercizi per una corretta postura visiva.

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Articoli e testi utili per un ulteriore approfondimento
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Centri Ottici dove effettuare un Test Gratuito dell'efficienza visiva ed acquistare il  materiale didattico  utile per il mantenimento di una coretta postura visiva.
Indirizzi e notizie utili per gli interessati
 

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12/09/05