UNA CORRETTA IMPUGNATURA
PER FAVORIRE UNA BUONA VISIONE E L'USO DEL CORSIVO
Nuova versione articolo sul nuovo sito www.peav.org
Testo
e foto di Giorgio Bollani Ottico Optometrista e consulente scolastico
Un punto importante
per il mantenimento di un equilibrato comportamento durante lo studio, è il
ripristino di una corretta impugnatura della penna-matita, che non vada a
nascondere ciò che si scrive, obbligando le persone a posizioni troppo ravvicinate
e inclinate, con rotazioni anche di 90° del quaderno per riuscire a vedere
ciò che stanno scrivendo. Inoltre è sempre più frequente la scelta di molti
alunni di scrivere in stampatello, preferendolo al proprio corsivo che troppo
spesso li penalizza nei giudizi finali dei propri insegnanti. E' quindi molto
importante educare i bambini sin dalla scuola materna ad una corretta impugnatura,
sia per prevenire gli atteggiamenti posturali scorretti, sia per maturare
nel tempo un proprio stile di scrittura in corsivo, chiara espressione di
autostima e di una propria personalità.
Guida
veloce agli argomenti trattati in quest'articolo:
L'importanza
di recuperare una corretta impugnatura per favorire la visione e l'uso
del corsivo.
Raggiungimento
di una presa corretta della matita-penna:triangolo isoscele -triangolo
equilatero.
L'utilizzo
della massima compressione
per raggiungere la massima distensione.
Localizzazione
propriocettiva della matita-penna
nell’incavo pollice-indice.
Un cerchio e una spirale per recuperare una fluida coordinazione occhio-mano.
Ricerca dell'automatizzazione attraverso la ripetizione controllata.
Per ulteriori approfondimenti contattare: info@otticabollani.it
L'importanza
di recuperare una
corretta impugnatura per favorire la visione e l'uso del corsivo.
Solo
poche generazioni fa, genitori ed insegnanti erano attenti a richiamare i
ragazzi a mantenere una postura corretta e ad impugnare correttamente la penna,
quando sedevano nei banchi. Il richiamo "Stai diritto e scrivi bene!"
era efficace sugli scolari, anche se l'imposizione era un po’ troppo autoritaria.
I banchi inclinati facilitavano la posizione e una educazione dell'impugnatura
della penna era indotta, dall'uso dei pennini o stilografiche che
sporcavano le dita d'inchiostro.
In
questi ultimi decenni il concetto di postura corretta è andato sempre
affievolendosi benché sia notevolmente aumentato il numero di bambini e adolescenti
che frequentano palestre, seguono corsi di educazione fisica, praticano discipline
sportive. A casa e a scuola i ragazzi studiano spesso in posizioni
inclinate e ravvicinate, impugnando la penna con prese scorrette che coprendo
troppo spesso la punta, li obbliga a ruotare il quaderno di 90° per vedere
cosa stanno scrivendo.
L’esperienza degli incontri-laboratori nelle scuole medie della P.E.A.V. ha inoltre evidenziato la scelta sempre più frequente di molti alunni di scrivere in stampatello, preferendolo al proprio corsivo che troppo spesso li penalizza nei giudizi finali dei propri insegnanti. Il ragazzo che scrive male, matura un giudizio negativo sulla sua calligrafia, al punto di non riconoscersi in essa; per evitare i continui giudizi negativi degli adulti, regredisce scegliendo la scrittura in stampatello, di più facile esecuzione e più ordinata, anche se più anonima e meno espressiva di quello che lui veramente è interiormente.
E' quindi molto
importante educare i bambini sin dalla scuola materna ad una corretta impugnatura,
sia per prevenire gli atteggiamenti posturali scorretti, sia per maturare
nel tempo un proprio stile di scrittura in corsivo, chiara espressione di
autostima e di una propria personalità.
La corretta impostazione
e localizzazione dei movimenti necessari alla scrittura, avviene maturando
o riattivando semplici gesti, che spesso la tensione o la non informazione
hanno reso innaturali.
Gli esercizi
che seguono sono solo una proposta, comprovata dallo studio del responsabile
della P.E.A.V. su circa 200 bambini tra i 5 e i 16 anni.
1°
esercizio: recupero della flessibilità delle dita della mano.
Controllare
se i movimenti di flessione e distensione delle coppie pollice-indice e pollice-medio
sono possibili, verificando
che non ci siano lesioni limitanti o invalidanti alla mano.
Se
i movimenti risultano poco mobili, assistere manualmente il movimento di flessione
e distensione, prima singolarmente e poi per coppie di dita, agendo
con un massaggio delicato di chiusura-apertura sempre più stretto.
Questo esercizio di recupero della flessibilità, deve essere effettuato inizialmente
con l’aiuto del terapista e poi autonomamente utilizzando la mano non di scrittura
ponendo il pollice sul dorso della mano e l’indice e il medio sulla
punta delle dita da flettere.
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3°
esercizio: coordinazione delle tre dita nella presa della perlina
Posizionare la perlina
su palmo della mano non di scrittura o su un piano, e partendo dall'alto
mimare con le tre dita indice, pollice e medio la bocca del leone che sbadiglia
e ruggisce (o della tenaglia della gru) che si apre e si chiude andando a prendere
nella sua morsa finale la perlina. In questo esercizio bisogna enfatizzare
4 punti importanti:
La distensione delle tre dita
La flessione contemporanea delle tre dita
Il contatto delicato e contemporaneo, che i polpastrelli devono avere tra
loro
La delicatezza della presa finale sulla perlina
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I bambini spesso eseguono la chiusura tenendo
le dita tese, allora si può commentare: "Ma stai facendo la papera, non
il leone (o la gru meccanica)!" si può enfatizzare la negatività
di tale tensione, mimando il gesto anche con il classico suono "Qua, qua".
Logicamente secondo l'età, sceglieremo la similitudine più appropriata per stimolare
ad eseguire l'esercizio correttamente.
La delicatezza e precisione
del contatto, della presa finale sulla perlina con successivo spostamento, sono
da enfatizzare dicendo al soggetto di usare solo l'energia necessaria: "La
presa contemporanea con la punta dei polpastrelli, deve essere delicatissima".
L’esercizio
si può rendere più piacevole utilizzando piccoli dolcetti, la riuscita corretta
dell’esercizio sarà così dolcemente premiata.
4°
esercizio: raggiungimento di una presa corretta della matita-penna
Ora al posto della perlina,
utilizzare una matita, ideale se la sua sezione è prismatica-triangolare,
tenendola verticalmente appoggiata al piano.
Le tre dita dovranno
chiudersi e aprirsi, con le stesse attenzioni dell'esercizio precedente, facendo
scivolare la matita tra l'incavo formato tra il pollice e l'indice
“la valle incantata” (sella palmare). Dopo diversi contatti
lungo la matita, fermarsi a circa 2 cm dalla punta (utilizzare la misura di
due dita per i bambini piccoli). Con questa ultima presa tra le tre dita, avremo
raggiunto l'impugnatura ideale.
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Sono accettabili due tipologie di prese: a triangolo equilatero e a triangolo isoscele.
Impugnatura a triangolo equilatero:
I tre polpastrelli delle
dita medio, indice e pollice si trovano ciascuno su un lato diverso della penna,
formando una figura a triangolo equilatero.
Impugnatura a triangolo isoscele:
Il dito medio flettendo l'ultima falange, crea un lato più ampio d'appoggio,
formando una figura a triangolo isoscele.
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In entrambe le impostazioni le due dita medio e indice, flesse all'interno del
palmo, creano con la porzione laterale della mano (eminenza ipotenar) un appoggio
morbido e stabile sul piano di scrittura, non ostacolando i movimenti delle
altre dita.
Occorre prestare molta attenzione alla presenza di eventuali flessioni
delle ultime falangi delle dita indice e medio "archetti di tensione"
, provocate dall'eccessiva contrazione della presa. Questo atteggiamento
induce forte limitazione dei movimenti delle dita e compressione dei vasi sanguigni,
col rischio di localizzare il movimento della scrittura su articolazioni più
distanti dalla mano (gomito e/o spalla).
Per un ulteriore sequenza di gesti per una corretta impugnatura visita: www.peav.it/ginn_imp.html
5°
esercizio: massima compressione per raggiungere la massima distensione
Se il soggetto non riesce
a controllare l'eccessiva tensione, evidenziando nella sua presa gli archetti
di tensione, fategli comprimere al massimo la penna tra le dita, evidenziandogli
l'eccessiva tensione che si propagherà dalla mano, alla spalla al collo, dovuta
all’attivazione eccessiva delle catene muscolari. Questa tensione se
mantenuta causerà anche lievi dolori alla mano e al polso. Sicuramente dopo
aver provato cosa significhi un'eccessiva tensione, il soggetto riuscirà a rilassare
di più la mano.
Il soggetto
dovrà ridurre la presa fino a controllare la caduta della penna.
In questo esercizio
bisogna enfatizzare 3 punti importanti:
l'eccessiva
tensione che si propagherà dalla mano, alla spalla fino ai muscoli del collo
il
colore biancastro delle dita determinato dal blocco per l'eccessiva tensione
del flusso sanguigno
la
formazione della figura ad archetto delle dita
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6°
esercizio: scivolamento della matita-penna nell’incavo tra il pollice e l’indice
Utilizzando un foglio a righe, disegnare delle linee ondulate ad onda, che rappresenteranno la linea di demarcazione tra il mare e la spiaggia.
Il
movimento della mano dovrà essere localizzato sulle dita, percependo lo sfregamento
della matita nell’incavo tra il pollice e l’indice che da qui in poi chiameremo
“la valle incantata”.
Disegneremo
dei pesciolini su tre file di righe, nella parte del mare.
Ponendo
la mano sulla zona della spiaggia, mimeremo con la nostra matita, l’azione
del pescatore quando butta la lenza e la recupera pian piano.
In questo esercizio
bisogna enfatizzare 3 punti importanti:
localizzazione dei movimenti solo sulle dita
(se necessario porre la mano non di scrittura sul polso)
scivolamento della matita nell’incavo tra pollice ed indice
precisione e morbilità dei movimenti di distensione e contrazione delle
dita (lancio e recupero della lenza)
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7°
esercizio: disegnare un cerchio e una spirale, localizzando il movimento sulle
dita
Su un foglio di quaderno
disegneremo un cerchio partendo dall’alto e poi una spirale (per i più
piccoli:un gorgo d’acqua che cresce o una bella lumachina) partendo dal centro
del cerchio.
Il cerchio iniziale
deve essere disegnato partendo dall’alto con la massima distensione delle dita,
a cui farà seguito la massima contrazione, per ritornare al punto iniziale di
massima distensione delle dita.
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E' utile mostrare il
procedimento, facendo notare le eventuali differenze di grandezza dei cerchi,
per stimolare il soggetto a contrarre e distendere al massimo.
Evidenziare
col tatto, eventuali differenze di profondità dell'impronta sul foglio date
da un eccesso di pressione.
La spirale deve essere
disegnata con gli stessi criteri partendo dal centro del cerchio, evidenziando
l'eventuale miglioramento della prestazione iniziale dovuto al raggiungimento
di una flessibilità maggiore nei movimenti.
Evidenziare eventuali
archetti da tensione sulle dita o l'interessamento di altre porzioni del corpo
al movimento (movimenti dell'avambraccio e della spalla).
E' consigliabile usare
una matita per evidenziare con l'udito il suono più o meno lieve, in rapporto
alla tensione più o meno presente nello scrivere.
Richiamare il
soggetto mentre esegue la spirale pronunciando la frase: “Stai leggero come
le ali di una farfalla”.
Evidenziare il verso
scelto dal soggetto (orario o antiorario) ed un eventuale difficoltà nell'inversione
del senso.
In questo esercizio
bisogna testare 5 punti importanti:
La capacità di dissociare i movimenti degli occhi
da quelli della testa
La capacità di coordinare la mano attraverso le indicazioni visive
La capacità di localizzare il movimento sulla punta delle dita
La maturazione dei versi della scrittura (dall’alto-basso, da sinistra-destra,
in senso antiorario)
La pressione-tensione esercitata sulla punta che ci permetterà di
valutare la grammatura adeguata dei fogli da far utilizzare (con le diverse
grammature dei fogli 60-80-100g, l’impronta del tratto della penna-matita
non deve superare i 2 fogli)
Questo esercizio è "l'esercizio base per un corretto mantenimento", e sarà eseguito prima d'iniziare i compiti scritti della giornata sia in senso orario che antiorario. L’utilizzo di un quaderno specifico da utilizzare per gli esercizi sarà utile allo specialista o all’insegnante per verificare i progressi e l’impegno dell’allievo.
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8°
esercizio: ricerca
dell'automatizzazione
E'
importante che questi esercizi siano eseguiti dal soggetto, prima d'iniziare
i compiti, fino ad avvenuta automatizzazione dei movimenti corretti.
Una
soddisfacente modifica del comportamento, si avrà solo, quando il soggetto supererà
i tre stadi obbligatori, per un definitivo apprendimento:
capire
che cosa si sbaglia
imparare
a correggere gli errori
automatizzare le soluzioni (abituarsi ad eseguire correttamente senza l'obbligo di pensarci)
Solo
dopo aver raggiunto questi tre obiettivi, riuscendo a modificare concretamente
la tendenza visivo posturale, potremo affermare che il soggetto avrà appreso,
rendendolo proprio, un corretto comportamento visivo-posturale.
Di
solito bastano circa due settimane d'impegno da parte del ragazzo/a, sotto il
controllo vigile dei genitori, per modificare radicalmente il comportamento.Saranno
utili richiami di verifica, cadenzati in rapporto alla personalità del soggetto
e agli eventuali aiuti che i genitori e gli insegnanti potranno dare, a supporto
dell'intervento optometrico.
"La
postura scorretta è ben più di un atteggiamento biomeccanico inadeguato. Essa
ha dei legami intimi con il nostro mondo interiore e rappresenta una componente
del nostro comportamento. Questo è anche un motivo per il quale quando diventa
abitudinalmente scorretta è così difficile modificarla. Si può richiamare l'attenzione
del bambino e farlo stare in una posizione corretta ma, solo pochi minuti più
tardi non appena l'attenzione diminuisce, il bambino torna nella sua posizione
scorretta" [Roncagli V,1990].
E' quindi molto importante prevenire gli atteggiamenti posturali scorretti e favorire una corretta impugnatura piuttosto che affrontare duramente gli adattamenti posturali scorretti quando sono consolidati da anni. L'educazione anche se tardiva è comunque possibile, a patto che al ragazzo siano date validi motivazioni per cui debba affrontare un cambiamento così radicale.
Per
raggiungere tale obiettivo è necessaria una seria riprogrammazione
posturale fatta di esercizi mirati e di materiali didattici idonei
, ma è d'obbligo l'impegno di sorveglianza e richiamo dei genitori, con
la richiesta di estenderlo se possibile al corpo insegnante.
Il
coinvolgimento degli insegnanti sin dalla scuola materna è importantissimo,
per il ruolo formativo che rivestono nell'arco della giornata di studio dello
studente. Il possibile intervento del genitore è ormai limitato a poche ore
serali, sicuramente non sufficienti a incidere concretamente sullo sviluppo
visivo del bambino. Per favorire una fruttuosa collaborazione tra insegnanti
e genitori l'autore dal 1999 propone corsi di aggiornamento su questi temi
per insegnanti, genitori ed alunni nella speranza che col tempo questi
gesti, queste informazioni diventino un bagaglio comune a tutela del benessere
visivo e posturale delle persone.
Per ulteriori informazioni contattare l'Autore dell'articolo:
Ottico optometrista, Consulente scolastico Giorgio Bollani Tel. 02-347466 Cel.3351787969
Si
ricorda che ogni riproduzione o rappresentazione integrale o parziale, qualunque
essa sia, delle pagine pubblicate nella presente opera, se fatte senza l'autorizzazione
dell'autore, è illecita e costituisce una contraffazione.